TRATTI CARATTERISTICI DELLA CITTA'

Torino è una delle più belle città italiane. La prima capitale d'Italia e la culla del motore economico italiano. Famosa per essere la città dell'auto possiede un patrimonio architettonico molto ricco e cerca, con molta fatica, di darsi visibilità nel mondo

venerdì 22 agosto 2008

Torino versione romantica: I battelli solcheranno il Po

L´esordio per i festeggiamenti del 2011. Si allunga la navigabilità del fiume
di Diego Longhin



Torino come Parigi con i bateau mouche che solcano le acque del Po dal Sangone fino a borgata Sassi. Non si tratta di una fantasia estiva, ma di un progetto che diventerà realtà nel 2011, in tempo per i festeggiamenti dei 150 anni dell´Unità d´Italia. Fra due anni e mezzo Valentina e Valentino andranno in pensione per lasciare spazio a battelli turistici a fondo piatto che renderanno più facile e praticabile la navigazione sul fiume. Proprio come quelli della Senna.

Diversi assessori della giunta Chiamparino e Bresso stanno lavorando al progetto per non perdere i fondi e realizzare tutto in tempo. Si è già nella fase di scambi di bozze di accordi tra i due enti locali per mettere il piano nero su bianco e si sono svolti i primi sopralluoghi su una chiatta lungo il corso d´acqua per visionare la tratta, i punti dove verranno realizzati gli attracchi e verificare le condizioni del Po. Sul barcone insieme ai tecnici di Gtt gli assessori comunali Maria Grazia Sestero (Trasporti), Alessandro Altamura (Turismo) e i colleghi regionali Daniele Borioli (Trasporti), Sergio Conti (Politiche Territoriali) e Bruna Sibille (Montagna e fiumi). Ad inizio settembre riunione decisiva, «mentre in autunno - spiega Sestero - l´amministrazione parteciperà ad un bando per avere i finanziamenti per cambiare la flotta di battelli, puntando su quelli a fondo piatto».

Poi ci dovrà essere un passaggio con l´ex magistrato del Po, ma il piano non dovrebbe creare problemi. Anzi. Si dovrebbe mettere un freno alla proliferazione di alghe e melma sul fiume, tenendolo costantemente pulito. «Per assicurare la navigazione - spiega Conti - è necessario dotarsi di mezzi tecnici con pale meccaniche che possano ripulire periodicamente i canali di passaggio delle imbarcazioni. Si tratta di un progetto complesso ma fattibile». Costo? Intorno ai 3 milioni di euro che dovrebbero essere coperti da fondi di Regione e Comune, oltre che da una parte dei finanziamenti della terza trance delle opere per Torino 2011.

Tra i registi dell´operazione l´assessore al Turismo della città, Altamura: «La navigazione del Po è un servizio indispensabile ed irrinunciabile - sottolinea - il Comune ha già compiuto un impegnativo intervento per migliorare la navigazione del fiume, dopo un´attenta analisi della situazione, caratterizzata anche da sopralluoghi su tutto il percorso». Lavori che hanno permesso, dopo un anno di stop, di sganciare dagli ormeggi dei Murazzi i due battelli che ora fanno servizio fino al Borgo Medioevale. Lo scorso weekend sono saliti su Valentino e Valentina 420 persone. Un buon numero.
Nel 2011 in tutto saranno i 12 chilometri di fiume percorribili. Oggi la navigazione è consentita fino al ponte della Gran Madre. Dopo è impossibile causa lo sbarramento Michelotti. Il piano prevede la costruzione di uno scivolo d´acqua, sul lato Murazzi, per canoe, e di una conca artificiale, sul lato della Gran Madre, con sistema di chiuse per le barche a motore. Gli attracchi nuovi saranno quattro: Motovelodromo, sulla sponda destra in corrispondenza dell´impianto sportivo e della passerella di piazza Chiaves, a Sassi-Superga, vicino alla stazione della cremagliera che porta alla basilica, a Tabacchi, sulla sponda sinistra a ridosso dell´ex manifattura destinata ad ospitare residenze universitarie, e Barca-Bertolla, sempre sulla sponda sinistra, ai confini con San Mauro. La conca della diga Michelotti, oltre a consentire di superare il salto, consentirebbe di realizzare un ulteriore punto di approdo. In più è previsto un porticciolo turistico con tanto di officina vicino alla passerella Maratona in corso Unità d´Italia.
(05 agosto 2008)

Tratto da Repubblica

domenica 29 giugno 2008

Torino quanto sei bella

domenica 10 febbraio 2008

La città che si liberò da sola


25 aprile
I moti che precedettero la liberazione di Torino, al termine del secondo conflitto mondiale, cominciarono con uno sciopero generale il 18 aprile 1945.
La popolazione si adoperò con coraggio estremo, arrivando in alcuni casi a respingere i tentativi nazisti di ingresso nei quartieri operai.
Il 25 aprile i partigiani entrarono in città costringendo i reparti tedeschi alla ritirata il 28. La colonna di carri armati della Wermacht, uscendo dalla città, si fermò e puntò i cannoni contro lo stabilimento della Fiat a Mirafiori. Fortunatamente il comando tedesco decise di proseguire la ritirata senza ritorsioni. Gli alleati arrivarono nel capoluogo piemontese soltanto il 3 maggio. Per il grande eroismo dimostrato dai cittadini, Torino ricevette nell'immediato dopoguerra la Medaglia d'Oro della Resistenza.

Continua sul sito: http://www.quartieri.torino.it/accaddea.asp

La grande storia di questa città. La grande storia dei suoi cittadini che si liberarono dall'oppressione nazista senza l'aiuto degli alleati che arrivarono solo dopo alla fine dei giochi. Adesso come allora, l'Italia ha bisogno di resistere e di liberarsi, non dai nazisti, ma dal sonno democratico. I cittadini si sveglieranno e per Torino e tutta l'Italia, da questa brutta storia di precarietà, devastazione ambientale, devastazione morale della classe politica, sarà una nuova rinascita.

domenica 27 gennaio 2008

La sfida chiamata mobilità alternativa



La sfida delle case automobilistiche, di fronte a norme sempre più restrittive di tutela ambientale, è quella della sopravvivenza e del passaggio per trasformare l'auto in qualcosa di ecocompatibile. Servono auto piccole, che occupino poco spazio siano meno pesanti e consumino pochissimo carburante. Il vero cambiamento avverrà quando si passerà ad automobili che non utilizzeranno più carburanti ricavati da risorse fossili. Non è un cambio da poco, si tratterà di migliorare la ricerca scientifica e investire parecchio denaro. Ce la faranno a breve?

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lunedì 17 dicembre 2007

Tramonto Sabaudo



Mi trovavo a visitare la Reggia di Venaria Reale proprio quando il sole stava tramontando. Non ho potuto fare a meno di immortalare il fantastico tramonto, che con un tono romantico incorniciava le favolose montagne che circondano Torino. E' un grosso patrimonio per la nostra città alla quale conferisce classe e maestosità. Una parte di me è profondamente legata a questo territorio, ma guardandolo bene, accettando i ben pochi difetti di questo territorio, penso sia impossibile non innamorarsene appassionatamente.

sabato 1 settembre 2007

Vistita della citta' Magica



Perché Torino è sempre nell’occhio del ciclone quando si parla di magia? E’ la domanda che mi sento rivolgere più spesso dal pubblico. E per tentare una risposta, ho dovuto fronteggiare torme di giornalisti e cineoperatori accorsi da mezzo mondo, dopo la nomina di sei nuovi esorcisti. Perché il Cardinale Ballestrero ha sentito la necessità di schierare per la sola Torino, ben sei specialisti, mentre di regola ne basta uno per Regione?

Perché Torino è toccata dal “Potere”! Torino è un crocevia di linee immensamente attive. E’ una scacchiera su cui si sperimentano nuove strategie che poi diventeranno grandi altrove, o meglio, un crogiuolo di forze...................CONTINUA

mercoledì 11 luglio 2007

LE ORIGINI DI UNA CAPITALE

Le origini della città si perdono nell'oscurità dei secoli, quando ancora il latino non si udiva parlare per i castri e i decumani di una Torino romana ancora piccola, angusta e poco abitata. Non si può stabilire esattamente quando il primo insediamento umano sia stato posto nel luogo ove oggi sorge la moderna città, né si può definire l'identità dei suoi primi abitanti: la leggenda vuole perfino che qui vissero gli antichi Egizi (e che, anzi, furono loro a porre la prima pietra del villaggio). Molto più probabilmente, le mani che edificarono Taurasia[2](primo nome che ebbe Torino) avevano origini liguri.

Se non è possibile stabilire chi furono i torinesi dei primordi, è invece tradizionale collegare il nome di Taurasia con un'antica tradizione popolare, la quale ci informa della presenza, nella regione adiacente al villaggio neolitico, di un temibile drago. Pare così che un contadino del posto, dopo aver fatto inebriare il suo toro con un'otre di vino, abbia aizzato la bestia contro il grande rettile: la lotta tra i due animali fu cruenta, al punto che il toro, dopo aver sconfitto il mostro, morì per le ferite riportate. I popolani, in onore della vittima, decisero di chiamarsi Taurini.

Esistono in proposito......CONTINUA